Testata

Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

11. Lettera del 3 ottobre 1888
video della diretta Facebook dell'8 aprile 2020

Arles, mercoledì 3 ottobre 1888 [lettera n 694]

Caro Theo,
qui acclusa una notevolissima lettera di Gauguin che ti pregherei di conservare come una cosa di particolare importanza. Alludo alla descrizione di se stesso, che mi tocca profondamente.

Mi è arrivata insieme a una lettera di Bernard che Gauguin avrà probabilmente letto, e che forse approva, nella quale Bernard ripete ancora una volta che desidera venire qui e mi propone il nome di Laval, Moret, uno nuovo e lui stesso per uno scambio fra noi quattro.

Dice anche che verrà anche Laval e che anche gli altri due desiderano venire. Non chiederei di meglio, ma trattandosi della vita in comune di diversi pittori, dichiaro che prima di tutto ci vorrebbe un abate per mantenere l’ordine e che naturalmente questo dovrebbe essere Gauguin.

Ragion per cui, desidererei che Gauguin venisse qui ancora prima di loro (del resto Bernard e Laval verranno solo in febbraio, poiché Bernard deve passare a Parigi la sua visita di revisione). Da parte mia voglio due cose, riguadagnare i soldi che ho già speso per restituirteli, e voglio che Gauguin abbia la pace e la tranquillità per produrre e vivere liberamente da artista. Se riguadagnerò i soldi già spesi e che tu da anni mi stai prestando, allora ingrandiremo tutto e cercheremo di fondare uno studio di pittori di rinascenza e non di decadenza.

Sono anche persuaso che potremo contare sul fatto che Gauguin ne farà sempre parte e che non subiremo perdite né da un lato né dall’altro. Solo associandoci così, ognuno di noi sarà nuovamente se stesso e l’unione farà la forza.
Fra parentesi è inutile dire che non farò affatto lo scambio del ritratto di Gauguin, perché credo che debba essere troppo bello, ma lo pregherò di cedercelo come rimborso delle sue spese per il primo mese di soggiorno.

Ma vedi bene che se non avessi scritto loro in modo un po’ forte, questo ritratto non esisterebbe e neppure quello che Bernard ha fatto. Perciò...
Mettiamo pure che io mi sia inquietato, e anche a torto, ma il risultato è stato che Gauguin ha partorito un quadro e anche Bernard.

Ah, il mio studio sui vigneti, ci ho sudato acqua e sangue lì sopra, ma ora è qui, tela da 30, sempre per l’arredamento della casa. Ora
sono del tutto senza tela.
Ma sai che se avremo Gauguin, saremo davanti a una faccenda molto importante, che darà inizio a una nuova era.

Quando ti ho lasciato alla stazione meridionale ero molto afflitto e quasi ammalato e quasi alcolizzato, a forza di montarmi la testa. Ho sempre sentito che durante quell’inverno avevamo messo persino il cuore nelle nostre discussioni con tutte quelle persone interessanti e tutti quegli artisti, ma non osavo ancora sperare nulla. Dopo il continuo sforzo da parte tua e da parte mia fino a oggi, comincia a delinearsi all’orizzonte la speranza. Che tu resti o no con i Goupil è lo stesso, farai sempre corpo con Gauguin e il suo seguito.

E così sarai uno dei primi o addirittura il primo mercante di avanguardia.

Io vedo che la mia pittura si fa, come pure il mio lavoro fra gli artisti.

Perché mentre tu cerchi di procurarci i soldi, io spingerò per quanto mi sarà possibile la produzione, dandone io stesso l’esempio.

Ora tutto ciò, se terremo duro, servirà a creare qualcosa di più duraturo di noi stessi. Questo pomeriggio devo rispondere a Gauguin e a Bernard. Dirò loro che in ogni modo cominceremo con il sentirci molto uniti e che da parte mia ho fiducia che questa unione costituirà la nostra forza contro le avversità di denaro e di salute.

Ti pregherei di andare a trovare lo stesso Thomas, prima che Gauguin venga, vorrei ancora comprare qualcosa, e cioè: una tavola da toilette con un cassettone franchi 40; quattro lenzuola franchi 40; tre tavoli da disegno franchi 12; una cucina economica franchi 60; colori e tele franchi 200, cornici e telai franchi 50. È molto eppure è niente, ma comunque è inevitabile.

Non possiamo assolutamente fare a meno di tutto ciò. Ma il carattere più ampio e più solido che desidererei dare a tutta la faccenda, lo esigerebbe.
Per esempio le quattro lenzuola in più – ne ho già quattro – ci permettono di alloggiare Bernard gratuitamente, visto che metteremo un pagliericcio o un materasso per terra per me o per lui a scelta. La cucina economica servirà nello stesso tempo a scaldarci lo studio.

Ma, dirai tu, e tutti questi colori?

Ebbene sì, lo confesso, ho l’amor proprio di riuscire a fare con il mio lavoro una certa impressione su Gauguin, e quindi non posso che desiderare di lavorare da solo, prima che lui venga, il più possibile. La sua venuta cambierà il mio modo di dipingere, e io oso sperare che ci guadagnerò, ma tuttavia ci tengo un po’ alla mia decorazione e questi giorni sono meravigliosi.

Sto lavorando ora a
10 quadri da 30.

Inoltre il viaggio di Gauguin dovremmo aggiungerlo al resto, ma se Thomas non vuole essere un po’ largo, allora occupati prima di tutto del viaggio di Gauguin, anche a scapito della tua e della mia tasca. Prima di tutto.

Tutte queste spese di cui ti ho parlato sarebbero proprio allo scopo di fare buona impressione su di lui, al momento del suo arrivo. Vorrei che sentisse subito la cosa e vorrei che noi avessimo, tu con i soldi e io con la sistemazione e la decorazione, completato lo studio e che l’avessimo fatto degno dell’artista Gauguin, che ne sarà il capo.

Sarebbe un bel colpo simile a quello di quando Corot, avendo visto Daumier in miseria, gli aveva assicurato la vita in modo tale che l’altro trovò tutto fatto.

Ma anche così come siamo può andare bene. L’essenziale è il viaggio e anche i colori nel frattempo, perché oso sperare che un giorno guadagnerò con questi più di quanto non ci costino.

Non disprezzerei affatto l’idea che Gauguin ti concedesse l’esclusiva della sua opera, E che immediatamente si facesse crescere il prezzo dei suoi quadri, mai al di sotto di 500 franchi. Che abbia fiducia in te, e questa l’avrà.

Sento che stiamo lavorando a una grande e buona iniziativa, che non ha niente a che fare con il vecchio commercio d’arte.

Per il colore è quasi certo che con Gauguin lo macineremo noi stessi. Ho dipinto i vigneti ancora tutti con i colori Tanguy e vanno bene, la grana più grossa non dà assolutamente fastidio.

Se continuiamo a prendere le cose dal lato buono, vale a dire dal lato degli uomini e non delle cose materiali, non mi sembra per niente impossibile che le difficoltà materiali possano appianarsi. Perché è vero che nelle avversità si matura. Continuo a mettere in cornice degli studi, perché ciò fa parte del mobilio e dà un certo tono all’ambiente.

Se Gauguin ti darà i quadri, sia ufficialmente finché sarai dai Goupil, sia privatamente in quanto buon amico e in obbligo verso di te, allora egli potrà come contropartita diventare il capo dello studio e disporre dei soldi come vorrà, aiutando come sarà possibile Bernard, Laval, e altri con lo scambio di studi o di quadri, e anch’io mi metterei allo stesso livello, dando gli studi per cento franchi e la mia parte di tela e di colori.

Ma prima Gauguin sentirà che mettendosi con noi gli sarà riconosciuta una posizione di capo, prima guarirà e gli tornerà l’ardore del lavoro. E non appena lo studio sarà completo e solidamente organizzato per l’utilità di molti, più idee gli verranno e più avrà stimolo a renderlo vivo. Poiché ora a Pont-Aven non si parla che di questo e se ne parlerà anche a Parigi; e ancora una volta ripeto che più lo studio sarà ben organizzato, migliore sarà l’impressione generale immediata e la fortuna che potremmo avere. Insomma andrà come andrà.

Dico solamente fin d’ora, per evitare future discussioni, che se Bernard e Laval verranno, non sarò io, ma Gauguin il capo dello studio.

Per quanto riguarda la sistemazione interna, credo che ci metteremo sempre d’accordo.

Spero di ricevere venerdì la tua prossima lettera. La lettera di Bernard è tutta piena della convinzione che Gauguin è veramente un grande maestro e un uomo superiore per quello che riguarda carattere e intelligenza. Una buona stretta di mano e a presto.

Sempre tuo Vincent

I
Vigneti che ho appena finito di fare sono verdi, porpora, gialli, con grappoli violetti, e sarmenti neri arancione. All’orizzonte alcuni salici grigio blu e la cantina della spremitura con il tetto rosso in lontananza, il profilo lilla della città lontana. Nella pergola delle figurine di signore con gli ombrellini rossi e altre figurine di vendemmiatori con i loro carri.

In alto un cielo blu e un primo piano di sabbia grigia.

Questo quadro è il gemello del giardino con il cespuglio rotondo e gli oleandri. Credo che preferirai queste 10 tele a quelle che costituivano l’ultima spedizione e oso sperare di poterle raddoppiare durante l’autunno.

Di giorno in giorno si arricchisce sempre. E quando cadranno le foglie, non so se ciò avviene qua nei primi giorni di novembre come da noi, quando tutto il fogliame degli alberi sarà giallo, contro il cielo azzurro sarà uno spettacolo fantastico. Ziem ci ha già mostrato tante volte quegli splendori.

Poi c’è un inverno breve, e poi eccoci di nuovo fra i frutteti in fiore.