Testata

Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

3. Lettera del 2-3 giugno 1888
video della diretta Facebook del 20 marzo 2020

Les-Saintes-Maries-de-la-Mer, intorno a sabato 2 e domenica 3 giugno 1888 [lettera n. 619]

Caro Théo,
ti scrivo da Saintes-Maries in riva al Mediterraneo. Il Mediterraneo ha il colore degli sgombri, cioè cangiante, non si è sempre sicuri che sia verde oppure viola, non si è sempre sicuri che sia azzurro, perché, un attimo dopo, il riflesso cangiante assume una tinta rosa o grigia. Ha una strana aria di famiglia – senza volerlo e mio malgrado ho spesso pensato di tanto in tanto a nostro zio marinaio,118 che certamente ha visto diverse volte i paraggi di questo mare.
Ho portato con me tele e le ho riempite – due marine, una veduta del villaggio, poi disegni che ti manderò per posta, quando domani tornerò ad Arles. Alloggio e mangio con 4 franchi al giorno: me ne avevano chiesti.

Appena possibile ritornerò probabilmente un’altra volta qui a fare qualche studio. La spiaggia è sabbiosa, niente scogli né rocce – come in Olanda, meno le dune e più l’azzurro.

Qui si mangiano fritture migliori che sulle rive della Senna. Solo che non tutti i giorni si mangia pesce, dato che i pescatori vanno a vendere il loro prodotto a Marsiglia. Ma quando ce n’è, è veramente buono. Se non ce n’è – il macellaio di qui non è più appetibile di quel fellone del signor Gérôme – se non c’è pesce, a quanto pare, trovare da mangiare qui è piuttosto dif cile. Non credo che in questo villaggio, o città che sia, esistano più di cento case. Il principale edificio dopo la chiesa, antica fortezza, è la caserma.

E ancora case come quelle che ci sono nelle nostre brughiere e torbiere della Drenthe; ne vedrai degli esempi nei disegni.

Sono costretto a lasciare qui tre studi dipinti, perché non si sono ancora abbastanza seccati per sottoporli impunemente a cinque ore di sobbalzi di carrozza. Ma conto di ritornare ancora qui.
La settimana prossima desidererei andare a Tarascona per fare due o tre studi. Se non hai ancora scritto, aspetterò la lettera naturalmente ad Arles.
Un bellissimo gendarme è venuto qui a intervistarmi, e anche il curato, la gente qui non dev’essere cattiva, perché anche il curato aveva quasi l’aria di un brav’uomo.

Il mese prossimo si aprirà qui la stagione dei bagni. Un gran numero di bagnanti varia tra i venti e cinquant’anni. Io resto fino a domani pomeriggio, ho ancora dei disegni da fare. Ho passeggiato una notte intera in riva al mare sulla spiaggia deserta. Non era allegro, ma neppure triste, era bello.
Il cielo di un azzurro profondo chiazzato di nubi di un azzurro più profondo dell’azzurro fondamentale di un cobalto intenso, e altre di un azzurro più chiaro, come il biancore azzurro di vie lattee. Sullo sfondo azzurro, le stelle scintillavano chiare, verdi, gialle, bianche, rosa più chiare, come una tempesta di diamanti e pietre preziose in misura maggiore che da noi – anche a Parigi – diciamo meglio: opali, smeraldi, lapislazzuli, rubini, zaffiri. Il mare di un oltremare profondo – la spiaggia mi pare di un tono violaceo e rosso pallido, con cespugli sulla duna (alta cinque metri, la duna), cespugli blu di Prussia. Ne ho tratto disegni da mezzo foglio, un disegno grande, che fa da pendant all’ultimo.

A presto, spero. Una stretta di mano. Sempre tuo


Vincent