Testata

Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

1. Lettera del 17 aprile 1876
video della diretta Facebook del 16 marzo 2020

Ramsgate, lunedì 17 aprile 1876 [lettera n. 76]

Caro papà e cara mamma,
avrete probabilmente ricevuto il mio telegramma ma vi farà piacere avere maggiori particolari. Sul treno ho buttato giù qualcosa che ora vi mando affinché possiate seguire il mio viaggio. Oggi saremo vicini con il pensiero. Cosa credete sia meglio, la gioia di ritrovarsi o il dolore di lasciarsi?

Ci siamo lasciati spesso in passato; questa volta la partenza è stata più dolorosa ma anche più coraggiosa perché eravamo sorretti da una più salda speranza, da una volontà più forte, dalla benedizione di Dio. E non è forse vero che la natura sembrava condividere i nostri sentimenti? Era tutto cupo e grigio poche ore fa. Ora il mio sguardo spazia su un’ampia distesa di prati dove tutto è tranquillo, mentre il sole spande sui campi la sua luce dorata, scomparendo di nuovo dietro nuvole grigie. In queste prime ore dopo la separazione – che voi trascorrete in chiesa e io in stazione e sul treno – sentiamo un forte desiderio di essere vicini e pensiamo agli altri, a Theo e Anna, alle altre sorelle e al fratellino.

Poco fa siamo passati da Zevenbergen e ho ripensato al giorno in cui mi ci avevate portato e io ero rimasto sui gradini della casa del signor Provily, seguendo con lo sguardo la vostra carrozza che correva sulla strada bagnata. Poi ho pensato alla sera in cui papà venne a trovarmi per la prima volta. E a quel mio primo ritorno a casa per Natale!

Sul battello ho pensato molto ad Anna, poiché tutto mi ricordava il viaggio fatto insieme. Il tempo era sereno e il fiume Maas particolarmente bello, così come la vista dal mare delle dune, di un bianco abbagliante nel sole. L’ultima cosa che ho visto dell’Olanda è stato un piccolo campanile grigio.
Sono rimasto sul ponte fino al tramonto quando, alzatosi il vento, aveva iniziato a fare freddo. Il mattino seguente, sul treno da Harwich a Londra, era una meraviglia vedere i campi scuri e i prati verdi nella luce dell’alba, con pecore e agnelli sparsi qua e là, qualche cespuglio di rovi e alcune grandi querce dai rami neri e dai tronchi coperti di muschio. Il cielo blu con ancora qualche stella e nuvole grigie all’orizzonte. Prima del levarsi del sole avevo già sentito l’allodola.

Il sole si alzò quando arrivammo all’ultima stazione prima di Londra. Le nuvole grigie erano scomparse, e non c’era che il sole, semplice e maestoso, un vero sole di Pasqua. L’erba scintillava di rugiada e di brina notturna. E tuttavia preferisco l’ora grigia in cui ci siamo salutati.

Sabato pomeriggio sono rimasto sul ponte fino al tramonto. L’acqua si stendeva a perdita d’occhio ed era di un blu scuro con onde piuttosto alte bordate di bianco. La costa era già scomparsa all’orizzonte. Il cielo era azzurro chiaro, senza una nuvola. E il sole, tramontando, gettava una striscia di luce scintillante sull’acqua. Era uno spettacolo davvero magnifico e maestoso e tuttavia sono le cose più semplici e tranquille a commuovere più profondamente, anche se per ora non posso fare a meno di rabbrividire al pensiero di una notte passata nella soffocante sala d’attesa della stazione con passeggeri che fumano e cantano.

Il treno per Ramsgate è partito due ore dopo il mio arrivo a Londra. Sono altre quattro ore e mezza di viaggio.
Il paesaggio è bellissimo; abbiamo attraversato, ad esempio, una zona collinosa. I piedi delle colline sono cosparsi d’erba rada mentre le cime sono ricoperte da boschi di querce. Somigliano molto alle nostre dune. Fra quelle colline sorge un villaggio con una chiesetta coperta d’edera come gran parte delle case. I frutteti erano in piena fioritura e il cielo era azzurro pallido con nuvole grigie e bianche. Siamo passati anche da Canterbury, città ricca di edifici medievali dove c’è, fra l’altro, una splendida cattedrale circondata da vecchi olmi. Avevo già visto qualcosa di questa città in alcuni quadri. Come potete immaginare stavo già cercando di vedere Ramsgate dal finestrino molto prima di arrivare.

All’una sono andato dal signor Stokes; lui non era in casa fino a sera. Lo sostituiva il figlio (sui ventitré anni, credo), insegnante a Londra. A pranzo ho conosciuto la signora Stokes. Ci sono 24 ragazzi dai 10 ai 14 anni (è bello vederli tutti insieme a tavola).

La scuola non è quindi molto grande. La finestra dà sul mare. Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata sulla spiaggia: è un posto davvero bello. Le case lungo la riva sono quasi tutte costruite in pietra gialla e in semplice stile gotico, con dei giardini pieni di cedri e di altri sempreverdi scuri.
C’è un porto pieno di battelli racchiuso fra due moli lungo i quali è possibile passeggiare. E poi c’è il mare, semplice e molto bello. Ieri era tutto grigio. La sera siamo andati in chiesa con i ragazzi. Sul muro della chiesa era scritto «In verità vi dico, sarò sempre con voi fino alla fine del mondo.» I ragazzi vanno a dormire alle otto e si alzano alle sei. C’è un altro assistente maestro di diciassette anni. Alloggio con lui e altri quattro ragazzi, in un’altra casa vicina, dove ho una cameretta che attende delle stampe sulle pareti.

E ora basta per oggi, che giornate felici abbiamo trascorso insieme, grazie, grazie di tutto. Saluti cari e una stretta di mano. Il vostro affezionato, Vincent Grazie delle vostre lettere arrivate proprio ora; scriverò presto e più a lungo tra qualche giorno e quando avrò visto il signor Stokes.