Testata

Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
prorogata fino al 6 giugno - biglietti esauriti

Gli anni della formazione.
Dalla miniera di Marcasse a Etten

Seconda sezione

Questa sezione della mostra, specialmente attraverso il disegno che si configura come la parola del principio, mette in scena quel percorso, durato nemmeno due anni, dall’estate del 1880 alla fine del 1881. Dal momento in cui Van Gogh, consapevolmente, realizza i primi disegni al di fuori dell’accompagnamento alle sue lettere, fino a quando lascia Etten per trasferirsi all’Aia. Un vocabolario scarno, fatto di presa di coscienza attraverso il disegno.

In una lettera scritta a Theo, dalla regione mineraria di Cuesmes, in Belgio, tra il lunedì 11 e il giovedì 14 agosto 1879, dunque arrivato al punto di dare il via alla sua carriera di artista, annota qualcosa che spiega bene la sua situazione interiore: “Quando si vive con gli altri e si è uniti a loro da un affetto sincero, si è consapevoli di avere una ragione di vita e non ci si sente più del tutto inutili e superflui. Come chiunque, io sento il bisogno di una famiglia, di amicizia, di affetto, di rapporti cordiali con il prossimo; non sono fatto di sasso o di ferro come un idrante o un lampione, e quindi non posso vivere privo di tutto questo senza sentire un profondo senso di vuoto”.

Il Corso di disegno di Bargue, prestatogli dal signor Tersteeg, direttore della filiale Goupil dell’Aia, lo rende felice perché gli consente di esercitarsi con profitto quando verranno gli ultimi tempi trascorsi accanto alle miniere del Borinage. Il 24 settembre 1880, quando sta per trasferirsi a Bruxelles, scrive a Theo: “Come puoi vedere sto dunque lavorando come un matto, anche se per il momento non ho ottenuto risultati molto soddisfacenti. Ma spero che queste spine daranno all’ora giusta il loro fiore e che questa lotta in apparenza sterile non sia altro che un lavoro di procreazione. Prima il dolore, poi la gioia”.

Van Gogh realizzò molti disegni nel Borinage, nel distretto sud-occidentale di Mons, tra il dicembre del 1878 e l’autunno del 1880, ma nulla rimane di quel tempo. In una lettera a Eugene Boch da Arles nel 1888, ricorda di avere iniziato a lavorare a contatto con il paesaggio proprio nel Borinage, ma “naturalmente ho distrutto tutto molto tempo fa”. Per cui Minatori nella neve e Zappatori (da Millet), che danno il via in mostra al percorso olandese, restano tra le rarissime prove superstiti dei mesi di settembre e ottobre 1880, mostrando tutte le incertezze di Van Gogh nel disegno di figura.

In questa sezione dedicata alla formazione dell’artista, il percorso prosegue con gli otto mesi trascorsi a Etten, nella regione del Brabante dove era nato, arrivando da Bruxelles alla fine di aprile del 1881. Raggiunge la famiglia, che vive nella canonica accanto alla chiesa. I mesi di Etten vedono un primo, forte miglioramento nel disegno, che ancora per tutto l’anno resta la forma di rappresentazione del mondo. Si inaugura qui una modalità di vita e lavoro che si ripeterà non particolarmente dissimile lungo tutto il decennio.

Dapprincipio era la perlustrazione del luogo e dei suoi dintorni, per formarsi una conoscenza che poi desse la possibilità di iniziare a disegnare, e successivamente a dipingere. Anche assieme all’amico pittore Anthon van Rappard − che resta con Van Gogh a Etten per un paio di settimane nel mese di giugno − va alla scoperta del paesaggio, tra “cottage nella brughiera”, fienili, mulini, fino a una grande pineta.

Ma a Etten faceva anche l’inventario degli utensili da disegnare, “l’aratro, l’erpice, la carriola, il carro eccetera” e ancora nelle sue lettere racconta di come fosse andato a visitare i luoghi di lavoro del villaggio, “la bottega del falegname, del calzolaio”, e anche la sorella Wil posò per lui. Si trattava di affrontare, in quel tempo aurorale del disegno, una gamma per quanto possibile ampia e completa dei soggetti, di modo da dare non soltanto dimostrazione di una qualità crescente nel disegno, ma anche fornire una sorta di riassunto che a lui, artista della realtà, desse l’idea di procedere sulla strada giusta.