Testata

Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
10 Ottobre 2020 - 11 Aprile 2021

Certi lunedì con Van Gogh
Un ciclo di quattro lezioni su Van Gogh di Marco Goldin

Prima lezione | 20 gennaio 2020, ore 20.30

L’ARTISTA COME EROE
Gli anni della formazione, 1880 - 1883

La prima lezione del corso – un ciclo di quattro che servirà a illustrare l’intero percorso della mostra dedicata a Van Gogh e al suo tempo – avrà al centro due temi fondamentali. Il primo è quello dal quale la mostra stessa trae la sua origine, cioè la figura dell’artista come eroe. Nei suoi scritti bellissimi, pieni di echi e suggestioni, Károly Kerény dice come gli eroi non siano al pari degli dèi, ma inseriti nel flusso della storia. Collegati per questo ad avvenimenti che non appartengono al tempo dei primordi, quindi fuori del tempo, quanto piuttosto connaturati al tempo della storia, al suo flusso, alla meraviglia anche dolorosa del quotidiano.

Gli eroi però diventano spesso figure leggendarie e in questo modo si affrancano da quella stessa storia quotidiana e incontrano un nuovo spazio, quel luogo che si può definire come appartenente al per sempre. Sono così veri e propri anticipatori, si pongono a capo di una moltitudine, anche se talvolta non lo sanno. Anche se talvolta dubitano, e anzi il dubbio li abita ancor più di altri, rendendoli forti. Vivono un’esperienza che è qualcosa di più dell’umano, ma partendo da ciò che sanno, anche se anticipano il futuro. E talvolta non vengono riconosciuti. Van Gogh è l’artista eroe per antonomasia e su questo si fonderà tutta la prima parte della lezione.

Perché poi tutta la seconda parte lo accompagnerà nel suo percorso che prende il via nella miniera di Marcasse, in Belgio nella regione del Borinage dove, tra la fine del 1878 e l’autunno del 1880, svolge le funzioni di predicatore laico. Ed è lì che decide di diventare un artista e comincia a disegnare in via indipendente dalle semplici illustrazioni che fino ad allora comparivano nelle lettere al fratello Theo. Il racconto del disegno di Van Gogh sarà quindi centrale in questa lezione, fino alle prime prove in pittura quando sta per lasciare Etten per l’Aia, sul cui tempo fondamentale di formazione si chiuderà la prima serata.

Seconda lezione | 17 febbraio 2020, ore 20.30

DA NUENEN A PARIGI
Un colore che cambia, 1884 - 1887

La seconda lezione toccherà uno degli snodi determinanti della pur breve avventura di Van Gogh. Si tratta del tempo che vede concludersi gli anni olandesi, e segnatamente i due, fondamentali anni trascorsi a Nuenen, prima del rapido intermezzo ad Anversa che colloca poi Parigi al centro della scena. È quel momento di passaggio, e prima ancora di uscita dal colore fondo e muschioso dei primi dipinti, per giungere, in modo particolare nel secondo anno vissuto a Nuenen, il 1885, a un contatto con una luce che accende in Van Gogh il desiderio di lasciare la sua patria per andare a incontrare l’arte degli impressionisti.

Tutta la lezione sarà dedicata proprio a questa idea, diventata presto necessità, di un colore nuovo. Il desiderio di un sud che sia per lui non solo un luogo fisico ma anche una categoria dell’anima. In questo senso soprattutto gli ultimi paesaggi dipinti nell’autunno 1885 nella campagna attorno a Nuenen, così come certe visioni estive appena precedenti, mostrano già un innalzamento del tono cromatico. Tutto questo come sempre raccontato nelle lettere a Theo, che dunque con maggiore convinzione quasi lo chiama a Parigi al cospetto dell’arte degli impressionisti. O almeno di quel che resta dell’impressionismo, che ha ormai esaurito la sua spinta da tempo per entrare nell’alveo della pittura soprattutto legata al giovane magistero di Seurat.

Di tutto questo si occuperà la lezione e naturalmente poi dei rapporti che Van Gogh allaccia a Parigi con alcuni artisti che lo aiuteranno a sfrondare il suo mondo rispetto al tempo olandese. Spesso gli artisti del cosiddetto Petit-Boulevard, da Bernard ad Anquetin a Toulouse-Lautrec. Ma anche Signac e chiaramente Seurat, che in una sorta di omaggio, la mattina del 19 febbraio 1888, Vincent assieme al fratello va a visitare nel suo studio prima di prendere il treno che lo condurrà il giorno seguente ad Arles. Come un annuncio di futuro, il futuro appunto legato a un colore nuovo.

Terza lezione | La lezione è stata rinviata

ARLES E DINTORNI
Un anno decisivo, 1888

La terza lezione, un vero e proprio grande racconto, prenderà in considerazione un solo anno, il 1888, denso di avvenimenti importantissimi. A cominciare dal trasferimento di Van Gogh da Parigi ad Arles. Perché il 1888 è realmente un anno fondamentale nella pur breve vicenda dell’artista olandese, poiché maturano, nella concretezza e nella bellezza dell’opera, molte riflessioni che lo avevano occupato nei due anni parigini. Dall’approfondimento del rapporto ideale con Millet, rivisto però alla luce del Sud, fino alla predilezione verso l’arte giapponese, anch’essa corroborata da una nuova intensità del colore.

Van Gogh manifesta ad Arles, e ancor di più nei suoi immediati dintorni, nella continua immersione in una natura assoluta, tutti quei tratti che faranno di lui il pittore che conosciamo e lo porteranno a vivere con un’intensità fuori del comune gli ultimi due anni e poco di più della sua vita. Sono due le aree che attorno ad Arles lo catturano, la prima delle quali resterà il suo riferimento preferito per tutto il tempo di permanenza lì: la pianura della Crau, con l’area contigua dell’abbazia di Montmajour, in direzione nord est a non più di cinque chilometri da dove abitava, e tra l’altro luogo dei suoi celeberrimi campi di grano, dipinti a metà giugno di quell’anno. E poi la zona che costeggia l’Arles-Bouc canal, invece verso sud. Ma ovviamente la lezione darà ampio spazio al rapporto fondamentale, in quel 1888, con Paul Gauguin, che giungerà in città il 23 ottobre di quell’anno, proveniente da Pont-Aven in Bretagna. Sarà analizzata tutta la corrispondenza tra i due che precede i due mesi vissuti insieme nella Casa Gialla, fino all’episodio del taglio dell’orecchio e poi la fuga di Gauguin verso Parigi. E verrà analizzato il rapporto di dare e avere tra i due, quindi la volontà di Gauguin di convertire l’amico a un’arte quasi di memoria e invece la strenua resistenza di Van Gogh a favore, sempre, di una presa diretta sulla realtà.

Quarta lezione | La lezione è stata rinviata

VAN GOGH E LA FINE DEL SUO VIAGGIO
1889 - 1890

La quarta lezione, che chiude il corso dedicato a Van Gogh come preparazione alla grande mostra che si aprirà nell’ottobre 2020 a Padova, sarà dedicata agli ultimi quindici mesi della vita dell’artista di Zundert. Quei mesi che trascorre per un anno esatto prima a Saint-Rémy, nella casa di cura di Saint-Paul-de-Mausole, e poi nelle ultime settimane a Auvers-sur-Oise, a nord di Parigi. Lì dove si trasferisce dopo la chiusura dell’esperienza nel Sud, che sente come qualcosa di concluso anzitempo, come se il suo esagerare con il colore, e nel colore, lo avesse portato a quella situazione di grave disagio psicologico che tuttavia aveva dato luogo ad alcuni dei quadri più belli di tutto il suo percorso.

Perché il vedere di Van Gogh è un vedere totale, che non lascia alcuna zona non scandagliata, non coperta dalla sua brama di conoscere e scardinare il senso e la forma del mondo. Ama della luce, e sempre più sarà nel tempo trascorso a Saint-Rémy, lo spirito ma anche la carne. Non gli basta, non gli può bastare, la pelle della luce, non gli basta stare su un bordo e semplicemente rifare la natura. Il vedere di Van Gogh è onnivoro, non lascia spazi di sospensione ma è una continua attività dello sguardo complice e partecipe. Egli accende il mondo, lo spalanca e lo squaderna. E conducendolo su una soglia, lo presenta. Sulla linea di un burrone, su un precipizio, e lo illumina perché alla fine la qualità di quel mondo scoperto, così terribilmente umana e talvolta devastata, non sia solo in potenza ma anche in atto. L’ultima lezione affronterà principalmente il tema della luce nella pittura di Van Gogh, perché è proprio a Saint-Rémy, e poi a Auvers, che questa disposizione tocca il suo acme, nella descrizione di una natura che si accende oltre ogni misura. Mai prima di allora Vincent aveva lavorato, tra una crisi e l’altra che costringeva il dottor Peyron a tenerlo chiuso in camera, in una simile situazione di stupore spaventato davanti al mondo.

Padova, Auditorium Centro San Gaetano

inizio lezioni ore 20.30

I BIGLIETTI PER IL CORSO SONO ESAURITI