Testata

Van Gogh. I colori della vita

Padova, Centro San Gaetano
prorogata fino al 6 giugno - biglietti esauriti

Laura Barbarini
Diario delle luci

La prima volta che sono stata ad Amsterdam e ho potuto visitare il museo Van Gogh sono rimasta stordita da tanta bellezza e ho ancora il ricordo vivissimo della materia di alcuni quadri, dove il colore era steso sulla tela direttamente dal tubetto.

L’emozione di fronte alla forza e all’energia che le opere sprigionavano mi è rimasta sempre impressa, sia per la loro fisicità che per i loro straordinari contrasti cromatici.

Quando Marco Goldin mi ha proposto di partecipare al suo progetto di una mostra che coinvolgeva alcuni pittori contemporanei e per la quale avremmo dovuto realizzare delle opere “attorno a Van Gogh”, ho accettato con entusiasmo. A ciascun pittore Marco aveva assegnato un tema specifico tenendo conto della personalità di ognuno. Il tema per me pensato era tenere un diario delle luci, quasi in nome e per conto di Vincent van Gogh da realizzare con lavori su carta. Era perfetto per me. Potevo spaziare liberamente, attraversando tutte le opere di Van Gogh. Entrare e uscire dai suoi quadri, immaginare di passeggiare al suo fianco e sedermi accanto a lui mentre dipingeva un paesaggio, un campo di grano, un ritratto, un vaso di fiori.

Potevo osservare anche un solo fiore di uno dei suoi studi di colore del periodo parigino, prendere con lui il treno per la Provenza alla ricerca della luce del Sud e accompagnarlo nella campagna per dipingere i paesaggi nei dintorni di Arles. Insieme guardare dalla finestra della sua stanza nella casa di cura di Saint- Rémy i campi e il profilo delle Alpilles, passeggiare nel giardino dell’ospedale per scoprirne scorci interessanti. Infine ammirare con lui l’alba, la notte, il tramonto, il crepuscolo, i cieli, i fili d’erba, i cipressi e gli ulivi, tutti gli alberi, le foglie e i fiori che stava dipingendo o avrebbe dipinto. Ho provato a vedere con i suoi occhi e fermare lo sguardo su piccoli dettagli, particolari di natura, andamenti di linee nello spazio, luci differenti, armoniosi accordi cromatici. È in questo modo che sono nate tutte le carte che ho realizzato per il diario delle luci di Vincent van Gogh. Avevo a disposizione un’infinità di spunti, di suggestioni ed emozioni per creare tante pagine di appunti, annotazioni e immagini che in qualche modo potessero far parte del suo sguardo sulle cose del mondo.

Laura Barbarini

mostra a cura di
Marco Goldin

Padova, Centro San Gaetano
26 aprile - 6 giugno 2021