Testata

Padova. La meraviglia del colore

un progetto ideato e curato da Marco Goldin

Padova, San Gaetano
due grandi mostre dal 2020 al 2022

Nota introduttiva
Marco Goldin


Giunto al paragrafo 758 della sua Zur Farbenlehre, uscita nel 1810 a Tubinga, Johan Wolfgang Goethe annota così nell’usuale, complessa semplicità che lo caratterizza: “Poiché il colore occupa un posto tanto alto nella serie dei fenomeni naturali primitivi, in quanto riempie di una molteplicità estesa il cerchio semplice che gli è assegnato, non ci stupiremo allora di apprendere come esso eserciti sul senso degli occhi, in particolare, un’azione specifica. E che per la sua mediazione eserciti sul sentimento, nelle sue più generali manifestazioni elementari, e a prescindere dalla forma o dalla struttura del materiale, sulla cui superficie lo percepiamo, da solo, in combinazione con altri, in parte caratteristica, in parte armonica, spesso anche disarmonica, un’azione però sempre decisa e importante, che si riallaccia in modo diretto alla morale. Perciò il colore, considerato come un elemento dell’arte, può essere utilizzato per i fini estetici più elevati”. E nel paragrafo immediatamente successivo, aggiunge: “Gli uomini in genere gustano enormemente il colore. L’occhio ne ha bisogno, come ha bisogno della luce”.

Ho pensato a questa forza del colore che agisce sul sentimento, alla sua azione morale, di slancio vitale e consolazione, quando mi è stato chiesto di poter organizzare a Padova qualcuna delle mie mostre. E ho pensato alla meraviglia del colore nella città, al suo essere stata Urbs picta, soprattutto al suo contenere, come uno scrigno incantato, i colori di Giotto agli Scrovegni. Una pelle da accarezzare, prima ancora che da guardare. Un profumo inebriante di cieli e venti sospesi, di alberi quasi scolpiti nella roccia. E fioriture e stelle, e gialli e azzurri e l’oro di Costantinopoli trasformato in pagina di vita. Ho pensato a tutta questa gloria mai sommessa del colore, quando ho cominciato a capire che a Padova si sarebbe potuto fare qualcosa e per questo motivo ho desiderato titolare questo progetto come Padova. La meraviglia del colore. Un invito che è un augurio. A seguire quella strada nel cielo che ha saputo coniugare fin dai tempi più lontani la dispersione nel cosmo da un lato e il contatto, quasi lo sfregamento, con la vita. Padova, più che ogni altra città, per la sua storia, tiene insieme la dimensione dell’infinito e quella del giardino, nell’universo del colore che è un canto.

Così sento di doverci entrare in punta dei piedi, a Padova. Come per un inaspettato ricongiungimento, che avviene dopo tempo. I miei genitori, che con queste mostre voglio con amore e riconoscenza ricordare, hanno studiato a Padova. Entrambi i miei rami famigliari dal territorio padovano provengono, dai colli e dalla pianura. Si potrebbe dire che un simile appuntamento fosse segnato nel mio libro delle ore. Ed è per questo che scelgo di entrare solo in silenzio, con poche parole, nessuna roboante promessa e solo l’intimità della vita e del colore, che spesso ci conducono in terre dalle quali non si vorrebbe più partire.

Ecco, se c’è un unico desiderio che ho presentando queste due mostre, è che la gente che verrà a visitarle, nel bellissimo Centro Altinate San Gaetano, nel cuore della città, non desideri più partire, perché i quadri che vi saranno inclusi non saranno soltanto famosi ma anche pieni di quel vento lieve che muove la vita e la fa incanto e promessa. Cerco questo nelle mostre che vado a visitare, cerco di offrire questo a chi si dispone a visitare le mie.

Poi c’è un’occasione, che è anche una bella coincidenza. Queste due esposizioni a Padova, fatte entrambe nel segno del colore più intenso e forte, giungono a far da corona a una data che per Linea d’ombra è molto importante. Nel 2021 festeggeremo i nostri venticinque anni di attività, le nozze d’argento con l’arte. Decine di mostre, più di 11 milioni di visitatori finora, oltre 10.000 opere portate in Italia, tra le quali spiccano tanti sommi capolavori. Ma chi ci conosce già lo sa, avendo percorso insieme a noi quello che ormai è diventato un lungo tratto di strada. E forse chi mai l’avrebbe detto quando, sul finire del 1996, presi, non senza timore, la decisione di creare Linea d’ombra, attorno alla quale poco per volta si sono raccolti tanti validi collaboratori, che una volta di più qui ringrazio per la loro dedizione.

Adesso queste due mostre, per festeggiare degnamente la circostanza e per segnare, nel biennio che abbiamo davanti, una sorta di riassunto di quanto fatto. Lo ripeto, siamo a Padova e quindi nel segno del colore, della sua meraviglia. Vincent van Gogh mi è compagno da quasi vent’anni, sono state diverse le esposizioni che gli ho dedicato, sia singolarmente sia come perno attorno al quale altre esperienze ruotavano. Una mostra monografica su di lui, con un centinaio di opere tra dipinti e disegni, è quanto vedremo al San Gaetano. Per raccontarlo, grazie a opere splendide, dalla parte della vita, con tutte le lettere a Théo e agli amici, nella sovrapposizione, e nell’equilibrio sempre così fragile, tra quella vita e il suo colore nuovissimo, tale da aprire il dilagare novecentesco.

E poi la seconda mostra. Di carattere storico e tematico. Di quel tipo che ha molto caratterizzato il mio lavoro dal punto di vista critico e di studio nell’ultimo decennio, almeno da quella fatta a Genova nel 2011 sul tema del viaggio. Non poteva che essere Padova a ospitare una rassegna dedicata ai cieli dipinti, partendo dalla giottesca volta stellata agli Scrovegni, e poi gli studi di Galileo e la sua lunga permanenza in città. Fino al principio vero e proprio della mostra, che attraverso varie decine di dipinti si distenderà dai cieli sopra Venezia di Canaletto, Bellotto e Guardi, poi il tempo romantico da Turner a Friedrich, il naturalismo da Constable a Corot, per giungere agli anni impressionisti sigillati dai capolavori di Monet. In lui il cielo fu da subito incanto del vedere e del vivere, insieme. E sarà Nicolas de Staël a chiudere, con i suoi cieli in parata, in pieno Novecento, questa strada fatta di colore e vita. Non ad altro che a quest’armonia ho pensato subito quando Padova, con il suo Sindaco, mi ha chiesto di poter riflettere su alcune mostre per la città.